Le conferenze di Hobbiton 2025: i video

Le conferenze della XXIX^ Hobbiton realizzate il 12, 13 e 14 settembre 2025 a Gorizia sono presenti nel canale YouTube del Circolo Culturale Eureka; per non perdere le prossime pubblicazioni potrete iscrivervi al canale ed essere così sempre aggiornati.

📚 Indice delle conferenze

Paolo Gulisano, Matteo Sarcinelli e Giulio Leone alla 29ª edizione della Hobbiton presentano la conferenza inaugurale dedicata a uno dei personaggi più enigmatici e affascinanti del Signore degli Anelli: Tom Bombadil. L’incontro, in collaborazione con l’Associazione Musicale Gottardo Tomat di Spilimbergo, anticipa l’opera lirica “TOM” andata in scena la sera stessa al Kulturni Dom di Gorizia. Paolo Gulisano, medico, scrittore ed esperto di Tolkien e cultura celtica, ripercorre il mistero di questo personaggio assente dal film di Peter Jackson ma centralissimo nell’opera tolkieniana. Gulisano analizza le diverse ipotesi interpretative su chi sia realmente Tom Bombadil: un autoritratto dello stesso Tolkien, un’incarnazione di Ilúvatar, oppure un’ispirazione legata a San Francesco d’Assisi, di cui Tolkien era profondo devoto. Particolarmente suggestiva la lettura “irlandese” del personaggio, accostato ai leprecauni e allo spirito gioioso della tradizione celtica, tema approfondito da Gulisano nel suo recente volume sui legami tra Tolkien e l’Irlanda. Il segreto di Tom è la sua libertà interiore: non risente del potere dell’Anello perché non gli attribuisce alcun valore, incarnando una felicità autentica e disarmante. Il compositore Matteo Sarcinelli racconta la genesi dell’opera “TOM”, nata tre anni fa come tesi di conservatorio e cresciuta fino a diventare una rappresentazione che fonde lirica, teatro e musical. Il regista Giulio Leone illustra il lavoro artigianale di costumi, scenografie e regia realizzato insieme all’assistente Erica, in un progetto nato dal basso che testimonia la passione e il “sacro fuoco” della cultura italiana.

La conferenza di Manuel Massimiliano La Placa, autore e appassionato studioso di tradizioni, mitologia, storia, letteratura del fantastico e di Tolkien. Il mondo di Arda creato da Tolkien deriva da tutti gli studi fatti dal Professore di Oxford, grande conoscitore delle culture europee.

Gianluca Comastri, studioso delle lingue tolkieniane e consulente per il doppiaggio Amazon Prime, accompagna il pubblico in un viaggio alla scoperta delle lingue di Tolkien attraverso i suoi scritti. Il relatore ripercorre le tre fasi compositive in cui l’autore ha continuamente rivisto Quenya e Sindarin nel corso di oltre sessant’anni, chiarendo cosa significhi davvero “studiare” queste lingue rispetto ai fenomeni del neoquenya e del neosindarin. Spazio anche alle domande del pubblico su lingua di Gondor, sistema di scrittura delle Tengwar e Lingua Nera di Mordor.

Andrea Cosma, relatore esperto e appassionato di storia e mitologia, propone una lettura inedita degli alberi nel Signore degli Anelli, mostrando come Tolkien li renda protagonisti silenziosi della lotta tra bene e male, dalla Contea a Lothlórien fino a Fangorn. Il relatore approfondisce i significati simbolici di salice, frassino e quercia nelle tradizioni indoeuropee e norrene, dall’Yggdrasil al bastone di Gandalf. La conferenza si chiude con una lettura ecologica, psicologica e dantesca della “selva oscura” come luogo di paura, catarsi e rinascita.

Luisa Rainer Chiap, archeologa, antropologa e insegnante di storia, propone una lettura del mito tolkieniano della caduta di Númenor come specchio di una rottura del patto sacro tra l’uomo e il creato. La relatrice intreccia il racconto di Tolkien con i grandi mitologemi del diluvio universale, del Ragnarök e dell’Eneide, attingendo anche al libro apocrifo degli angeli vigilanti di Enoch. Un percorso che dalle scoperte geologiche sull’inondazione del Mar Nero al collasso del 1200 a.C. arriva fino a noi, invitandoci a riconoscere la possibilità di far rinascere ciò che è andato perduto.

Claudia Giordani e Luigi Zumbo, moderati dalla giornalista Francesca Sturaro, presentano in anteprima il loro libro edito da Lindau che propone una lettura inedita di Tolkien come autore visionario nel senso esperienziale del termine. Attingendo a fonti spesso inedite in italiano, i relatori ricostruiscono il periodo visionario dell’autore dal 1912 al 1925 e mostrano come Tolkien abbia trovato in Jung gli strumenti per interpretare la propria esperienza dell’inconscio collettivo. Una lettura del Signore degli Anelli come ritratto dell’Arcanthropos junghiano e ricomposizione del Sé.

Shaun Gunner, CEO della Tolkien Society britannica, costruisce un’analisi completa del perché Tolkien possa essere considerato il padre del fantasy moderno: dalla formazione filologica con il Beowulf, le saghe norrene e il Kalevala, all’esperienza della Battaglia della Somme, dalla devozione cattolica all’amore per la campagna inglese. Il relatore mostra come Tolkien abbia inventato un modello di worldbuilding senza precedenti che ha definito tutto il fantasy successivo, da Ursula K. Le Guin a George R.R. Martin, da Harry Potter a Star Wars, da The Legend of Zelda ai Led Zeppelin. Citando Terry Pratchett, Tolkien è “una montagna che appare in tutto il fantasy successivo”.

Mina Lukić, presidente della Società Tolkieniana Serba e storica dell’arte, esplora le risonanze mediterranee nella Terra di Mezzo, mostrando perché Gondor e Minas Tirith ci appaiano così familiari. La relatrice ripercorre le coordinate geografiche fissate da Tolkien (Minas Tirith alla latitudine di Firenze), l’eredità funeraria numenoreana letta in chiave egizia, la struttura a sette livelli della città bianca e il linguaggio visivo della cittadella tra romanico e bizantino. Particolare attenzione all’ammirazione di Tolkien per Venezia, definita “come un sogno dell’antica Gondor”.

Marco Leonardi, ricercatore in Storia Medievale all’Università di Catania e collaboratore della Tolkien Society, propone una difesa documentata della storica traduzione italiana del Signore degli Anelli realizzata da Vittoria Alliata di Villafranca nel 1967. Partendo da Umberto Eco e dalle lettere di Tolkien, il relatore confronta tre versioni della celebre poesia degli Anelli per dimostrare come ogni scelta lessicale comporti una precisa adesione valoriale. Il discorso si allarga a una riflessione sulla qualità della traduzione nell’era della globalizzazione e dell’intelligenza artificiale.

Nataša Cvijanović, laureata in italianistica e studiosa del mondo slavo, propone una comparazione affascinante tra le creature magiche europee e le loro omologhe nei mondi narrati da Tolkien, aprendo una finestra preziosa sulla mitologia e demonologia slava. La relatrice mette in relazione elfi, maghi, draghi e troll tolkieniani con vilenjaci balcanici, Aganis e Krivapete friulane, strigoi rumeni, kresniki slavi, benandanti, zmaj e dvergar nordici. Una conferenza che restituisce a Tolkien il suo radicamento profondo nelle mitologie europee.

Alessandro Stanchi, teaching professor di Statistics e Mathematics for Economics and Business presso l’ESCP Business School, spiega il mercato globale di Tolkien partendo da una domanda provocatoria: quanto costerebbe acquistare oggi il brand Tolkien? Stanchi ricostruisce la complessa architettura dei diritti tra Tolkien Estate, Middle-earth Enterprises, Warner Bros Discovery e Amazon, fornendo dati su incassi cinematografici, vendite editoriali, merchandising e turismo. La stima finale del valore del brand: tra i 2 e i 4 miliardi di dollari.

Introdotta dall’intervento di Paolo Paron sui trent’anni di Hobbiton, la conferenza vede Mario Polia, storico, antropologo ed etnografo, professore di Antropologia alla Pontificia Università Gregoriana di Roma, proporre una meditazione profonda su Tolkien come testimone della tradizione primordiale. Attingendo a Völuspá, Beowulf, Edda, mistica islamica, sciamanesimo andino e classici greco-latini, Polia mostra come Tolkien non abbia inventato ma visto, vissuto e ricordato un mondo accessibile a chi è chiamato. Una conferenza-canto che culmina nella poesia “Su me è disceso amore”.

Nella suggestiva cornice dei Giardini Pubblici di Corso Verdi, la Compagnia de’ Viaggiatori in Arme propone una serata di letture tratte dagli scritti di JRR Tolkien, accompagnate dal Bouzouki irlandese. Gianfranco e Rossella leggono “La fuga dei Noldoli e il giuramento di Fëanor” dalla History of Middle-earth e l’Ainulindalë dal Silmarillion, la cosmogonia tolkieniana che racconta la creazione del mondo attraverso la musica degli Ainur. La serata si chiude con un momento di grande prestigio: il Canto di Durin letto in lingua originale da Shaun Gunner, CEO della Tolkien Society britannica.

Serata conclusiva della XXIX edizione di Hobbiton ai Giardini Pubblici di Corso Verdi, affidata al trio elfico-hobbit Aryan Lindir & the Baggins con canti e musiche di arpa, violino, cori e flauti, accompagnati dalle letture di Paolo Paron. La serata propone un viaggio attraverso i momenti più celebri dell’opera tolkieniana: la poesia degli Anelli, Tom Bombadil, gli Ent, la partenza dai Porti Grigi, la casa di Beorn e la carica di Théoden. Un finale potente che culmina con i versi “Cavalcate, cavalcate, cavalcate verso Gondor”.

Blaz Berlec, membro fondatore della Società Tolkieniana Slovena Gil-Galad, presenta in lingua inglese una ricca panoramica sul fandom tolkieniano in Slovenia, ripercorrendo la storia delle traduzioni dalla prima edizione serbo-croata del 1981 fino ai più recenti lavori di Sergej Hladnik. La seconda parte è dedicata alla Società Gil-Galad, fondata nell’agosto 1998, con i suoi raduni annuali, la rivista “Shining Star” e le partecipazioni alle prime edizioni di Hobbiton a Gorizia. Una preziosa testimonianza di come la passione tolkieniana abbia attraversato i confini in tutta Europa.

Evento conclusivo della XXIX edizione di Hobbiton: una tavola rotonda storica che riunisce per la prima volta i presidenti di quattro Società Tolkieniane europee. Moderata da Mario Boranga del Circolo Eureka, la conversazione vede protagonisti Nini Di Michino (Italia), Blaž Berlec (Gil-Galad / Slovenia), Mina Lukić (Serbia) e Shaun Gunner (Gran Bretagna), che affrontano i temi più urgenti del fandom contemporaneo: nuove generazioni, traduzioni nazionali, scholarship non-anglofona e collaborazione internazionale. Un dialogo simbolo della logica “borderless” di Gorizia-Nova Gorica Capitale Europea della Cultura 2025.