Le conferenze della XXVIII^ Hobbiton realizzate il 27, 28 e 29 settembre 2024 a Pordenone sono presenti nel canale YouTube del Circolo Culturale Eureka per non perdere le prossime pubblicazioni potrete iscrivervi al canale ed essere così sempre aggiornati.
Paolo Gulisano, Matteo Sarcinelli e Giulio Leone alla 29ª edizione della Hobbiton presentano la conferenza inaugurale dedicata a uno dei personaggi più enigmatici e affascinanti del Signore degli Anelli: Tom Bombadil. L’incontro, in collaborazione con l’Associazione Musicale Gottardo Tomat di Spilimbergo, anticipa l’opera lirica “TOM” andata in scena la sera stessa al Kulturni Dom di Gorizia. Paolo Gulisano, medico, scrittore ed esperto di Tolkien e cultura celtica, ripercorre il mistero di questo personaggio assente dal film di Peter Jackson ma centralissimo nell’opera tolkieniana. Gulisano analizza le diverse ipotesi interpretative su chi sia realmente Tom Bombadil: un autoritratto dello stesso Tolkien, un’incarnazione di Ilúvatar, oppure un’ispirazione legata a San Francesco d’Assisi, di cui Tolkien era profondo devoto. Particolarmente suggestiva la lettura “irlandese” del personaggio, accostato ai leprecauni e allo spirito gioioso della tradizione celtica, tema approfondito da Gulisano nel suo recente volume sui legami tra Tolkien e l’Irlanda. Il segreto di Tom è la sua libertà interiore: non risente del potere dell’Anello perché non gli attribuisce alcun valore, incarnando una felicità autentica e disarmante. Il compositore Matteo Sarcinelli racconta la genesi dell’opera “TOM”, nata tre anni fa come tesi di conservatorio e cresciuta fino a diventare una rappresentazione che fonde lirica, teatro e musical. Il regista Giulio Leone illustra il lavoro artigianale di costumi, scenografie e regia realizzato insieme all’assistente Erica, in un progetto nato dal basso che testimonia la passione e il “sacro fuoco” della cultura italiana.
La conferenza di Manuel Massimiliano La Placa, autore e appassionato studioso di tradizioni, mitologia, storia, letteratura del fantastico e di Tolkien. Il mondo di Arda creato da Tolkien deriva da tutti gli studi fatti dal Professore di Oxford, grande conoscitore delle culture europee.
Gianluca Comastri, studioso delle lingue tolkieniane e consulente per il doppiaggio Amazon Prime, accompagna il pubblico in un viaggio alla scoperta delle lingue di Tolkien attraverso i suoi scritti. Il relatore ripercorre le tre fasi compositive in cui l’autore ha continuamente rivisto Quenya e Sindarin nel corso di oltre sessant’anni, chiarendo cosa significhi davvero “studiare” queste lingue rispetto ai fenomeni del neoquenya e del neosindarin. Spazio anche alle domande del pubblico su lingua di Gondor, sistema di scrittura delle Tengwar e Lingua Nera di Mordor.
Andrea Cosma, relatore esperto e appassionato di storia e mitologia, propone una lettura inedita degli alberi nel Signore degli Anelli, mostrando come Tolkien li renda protagonisti silenziosi della lotta tra bene e male, dalla Contea a Lothlórien fino a Fangorn. Il relatore approfondisce i significati simbolici di salice, frassino e quercia nelle tradizioni indoeuropee e norrene, dall’Yggdrasil al bastone di Gandalf. La conferenza si chiude con una lettura ecologica, psicologica e dantesca della “selva oscura” come luogo di paura, catarsi e rinascita.
Luisa Rainer Chiap, archeologa, antropologa e insegnante di storia, propone una lettura del mito tolkieniano della caduta di Númenor come specchio di una rottura del patto sacro tra l’uomo e il creato. La relatrice intreccia il racconto di Tolkien con i grandi mitologemi del diluvio universale, del Ragnarök e dell’Eneide, attingendo anche al libro apocrifo degli angeli vigilanti di Enoch. Un percorso che dalle scoperte geologiche sull’inondazione del Mar Nero al collasso del 1200 a.C. arriva fino a noi, invitandoci a riconoscere la possibilità di far rinascere ciò che è andato perduto.
Claudia Giordani e Luigi Zumbo, moderati dalla giornalista Francesca Sturaro, presentano in anteprima il loro libro edito da Lindau che propone una lettura inedita di Tolkien come autore visionario nel senso esperienziale del termine. Attingendo a fonti spesso inedite in italiano, i relatori ricostruiscono il periodo visionario dell’autore dal 1912 al 1925 e mostrano come Tolkien abbia trovato in Jung gli strumenti per interpretare la propria esperienza dell’inconscio collettivo. Una lettura del Signore degli Anelli come ritratto dell’Arcanthropos junghiano e ricomposizione del Sé.
Shaun Gunner, CEO della Tolkien Society britannica, costruisce un’analisi completa del perché Tolkien possa essere considerato il padre del fantasy moderno: dalla formazione filologica con il Beowulf, le saghe norrene e il Kalevala, all’esperienza della Battaglia della Somme, dalla devozione cattolica all’amore per la campagna inglese. Il relatore mostra come Tolkien abbia inventato un modello di worldbuilding senza precedenti che ha definito tutto il fantasy successivo, da Ursula K. Le Guin a George R.R. Martin, da Harry Potter a Star Wars, da The Legend of Zelda ai Led Zeppelin. Citando Terry Pratchett, Tolkien è “una montagna che appare in tutto il fantasy successivo”.
Mina Lukić, presidente della Società Tolkieniana Serba e storica dell’arte, esplora le risonanze mediterranee nella Terra di Mezzo, mostrando perché Gondor e Minas Tirith ci appaiano così familiari. La relatrice ripercorre le coordinate geografiche fissate da Tolkien (Minas Tirith alla latitudine di Firenze), l’eredità funeraria numenoreana letta in chiave egizia, la struttura a sette livelli della città bianca e il linguaggio visivo della cittadella tra romanico e bizantino. Particolare attenzione all’ammirazione di Tolkien per Venezia, definita “come un sogno dell’antica Gondor”.

